Un patrimonio Unesco per tutti:
la Vena del Gesso Romagnola

Parco Regionale
della Vena del
Gesso Romagnola

L’azienda è immersa nel contesto naturalistico del Parco Regionale della Vena del Gesso romagnola e, mescolando tradizione e innovazione, si impegna a prendersi cura del territorio, così che la natura, a sua volta, possa prendersi cura delle coltivazioni. Questo consiste non solo nell’attenzione posta ai metodi di coltivazione, ma anche nella trasmissione al prossimo di valori quali la difesa del suolo, lo sviluppo agricolo basato sulle produzioni tipiche, di qualità, e connesse alle tradizioni enogastronomiche.

È già dagli anni Cinquanta  che l’azienda crede nell’innovazione tecnica: dai primi impianti di irrigazione nell’immediato dopoguerra, si è giunti oggi a impianti fotovoltaici, che dal 2010 sono impiegati per abbattere il consumo di combustibili fossili.

Alla fine degli anni Settanta Alfredo assume sempre più le redini dell’azienda, aumentando la maglia poderale con nuovi terreni. Pianta per primi il kaki e il kiwi e rinnova poi la varietà di albicocchi, mantenendo un alto livello tecnico con irrigazione a goccia e impianti intensivi.

Nei primi anni Novanta, la viticoltura lascia definitivamente spazio alla frutticoltura, grazie anche all’acquisto di nuovi terreni.

Nel 1994 anche  il nipote Stefano entra in azienda, mantenendosi fedele alla tradizione familiare votata all’innovazione: vengono introdotte macchine per la lavorazione della frutta e celle frigorifere per la sua conservazione. La prima calibatrice elettronica per la lavorazione verrà messa in opera negli anni 2000.

Successivamente le acque per milioni di anni hanno disciolto i blocchi di gesso (che è un minerale solubile) creando grotte per oltre 40 chilometri ed un’infinità di fenomeni carsici in superfice.

Grotte, anfratti, gole e buche sono diventati un habitat speciale per piante e animali che proprio per la loro biodiversità rendono unico questi luoghi. Luoghi dove l’uomo si è insediato nell’età protostorica quando le grotte furono utilizzate come luoghi di sepoltura e di culto. L’uomo ha poi occupato stabilmente la Vena del Gesso e con l’agricoltura e l’allevamento ha dato forma e sviluppo sostenibile all’area.

Patrimonio UNESCO

Il 19 settembre 2023 l’UNESCO ha conferito il prestigioso riconoscimento ai “Fenomeni carsici e grotte nelle evaporiti dell’Appennino Settentrionale” dando rilevanza mondiale a queste montagne di gesso con pareti alte e scoscese che caratterizzano per oltre 10 chilometri quadrati l’Appennino imolese e faentino.

6 milioni di anni fa, a causa della chiusura dello stretto di Gibilterra e alla successiva evaporazione dell’acqua, il mar Mediterraneo sperimentò la cosiddetta “crisi di salinità messiniana”, portando alla concentrazione dei sali;  tra cui appunto il gesso.

Naturale, riciclabile…sostenibile.

Sostenibilità è un termine oggi spesso abusato.

In francese viene declinato come durabilité, che forse meglio dal il senso di un agire quotidiano teso ad assicurare il soddisfacimento dei nostri bisogni senza compromettere la possibilità delle future generazioni di realizzare i propri.

Per questo ogni giorno lavoriamo prendendoci cura del territorio e creando opportunità di lavoro per noi, per i nostri collaboratori, per le nostre famiglie e la comunità tutta.